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L’Amministrazione Comunale getta al vento una grande opportunità? Nessuno potrà mai dirlo anche perché ad oggi gli atti li hanno visti solo gli addetti ai lavori e il Consiglio Comunale, ma soprattutto i cittadini, che hanno comunque tutti i diritti di sapere cosa fa l’amministrazione, sono rimasti completamente all’oscuro dell’iniziativa di un soggetto privato, pronto attraverso un project financing a recuperare l’impianto natatorio pubblico di piazza d’Armi. Tutto è passato sottotraccia dalla presentazione alla bocciatura.

Forse la colpa è anche un po’ nostra, che essendo al corrente di quanto stesse avvenendo, pur avendolo segnalato in un articolo, avremmo dovuto indagare più a fondo, cercando di informare la cittadinanza e magari la politica locale, che avrebbe dovuto chiedere all’amministrazione di far luce su questa vicenda.

Ora dalle poche fonti a nostra disposizione cerchiamo però di ricostruire i fatti:

Un paio di mesi fa il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza l’atto con cui dava mandato all’ufficio sport di predisporre il bando pubblico per l’affidamento in gestione della piscina comunale.

Dopo circa un mese di tempo, l’ente ha pubblicato ufficialmente il bando, ma contemporaneamente (forse qualche giorno prima) un soggetto privato ha presentato un project financing per ristrutturare proprio la piscina Pallucchi. Del progetto non conosciamo assolutamente i contenuti e non abbiamo quindi la possibilità di valutarne l’interesse pubblico che è uno dei principi della legge sugli Stadi a cui si fa riferimento.

La situazione ha sicuramente messo in difficoltà l’amministrazione, che da una parte si trova un atto del Consiglio Comunale e dall’atra deve comunque valutare per legge l’idoneità del project. Accettare il project financing costringerebbe l’amministrazione a dover annullare il bando, con le relative conseguenze, ma anche il rifiuto del project potrebbe aprire una querelle simile a quella dello Stadio di Roma, che ha visto coinvolta di recente l’amministrazione Marino.

Ebbene a quanto è dato sapere l’amministrazione ha optato per la seconda via, ritenendo non idoneo il project financing. Il prossimo 24 luglio quindi scadranno i termini per la presentazione della domanda per l’assegnazione della gestione dell’impianto, previsti dal bando pubblico pubblico. A quanto pare i soggetti intenzionati a partecipare, secondo voci di corridoio, saranno più di uno e come da copione c’è il rischio, subito dopo l’assegnazione, di immediato ricorso al Tar con richiesta di sospenssiva, prassi che si ripete ormai regolarmente su quasi tutti i bandi pubblici.

Questa situazione per assurdo potrebbe comportare quindi lo stop di ogni genere di attività e l’amministrazione comunale per l’ennesima volta (destra o sinistra che sia) si ritroverebbe con il fiammifero in mano. Un eventuale sospensiva del bando infatti costringerebbe l’amministrazione a trovare ancora una volta una soluzione per scongiurare a settembre la chiusura dell’impianto.

Prolungare l’affidamento all’Associazione temporanea di scopo coordinata da Aldo Calvani?

Ciò che preoccupa sono le condizioni dell’impianto, ridotto ormai ai minimi termini e lasciato nel più assoluto degrado (nella foto il campo da beach volley, aperto al pubblico, nonostante le reti esterne di protezione siano completamente arrugginite e quindi pericolose, le panchine in legno distrutte e le erbacce invadono l’area di gioco a dimostrazione del totale disinteresse di chi gestisce). Sarà possibile riaprire quello che sembra ormai un rudere senza dover spendere ancora ingenti cifre (denaro pubblico) per effettuare ancora manutenzione?

Quella stessa manutenzione mai effettuata negli anni su cui era stata interpellata anche la Corte dei Conti, pronta a fare chiarezza. Gli stessi membri dell’attuale amministrazione Comunale, il sindaco Cardarelli e gli assessori Profili, Loretoni e Cappelletti nel 2009 chiedevano lumi all’amministrazione Benedetti proprio sulla gestione della piscina.

Volendo parlare in “matematichese”, lingua particolarmente apprezzata dal sindaco Cardarelli ricordiamo volentieri una delle Proprietà dell’addizione e cioè quella Commutativa: “Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.”



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