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Su e giù per il palazzo, pensando a New York. La maratona del 1 novembre, almeno per ora, è confermata ma Piergiorgio Conti, una delle sue stelle, è il primo a sapere che difficilmente si correrà. Per il runner di Spoleto sarebbe un’edizione speciale, la sua 20esima in coincidenza col 50esimo compleanno nonché il 100esimo anniversario dell’azienda Monini, il marchio che da sempre porta sul petto nella Big Apple. Anche il patron Zefferino, non a caso, vorrebbe correre di fianco a lui, parte del gruppo di 80 sedentari (tra cui pure il presidente Avis Sergio Grifoni) che Conti sta preparando con cura da qualche mese. La pandemia, però, ha fermato tutto, stravolte anche le immagini della metropoli americana che il podista, attraverso i suoi amici, racconta così: «Il Jacob Javits, dove si ritirano i pettorali in mezzo a più di 500mila persone, si è trasformato in un enorme ospedale da campo. C’è molta preoccupazione tra i contatti che ho. Gli infermieri non hanno neanche i camici per lavorare, è come se fosse una grande Lombardia». Il cuore di Piergiorgio, tuttavia, è diviso a metà. La figlia Luna, infatti, vive l’isolamento a Madrid dove frequenta il primo anno di università. «Anche lì – racconta – ci sono grandi difficoltà. Mia figlia esce di casa una volta a settimana e frequenta i corsi online, i controlli sono molto rigidi».

SU E GIU’

Muoversi, in qualche maniera. Conti, nonostante tutto, ha trovato il modo: «Salgo e scendo per un’ora tra il primo e il quinto piano del palazzo, in alternativa giro sotto casa, nel piazzale della ex ferrovia. La corsa, per uno che la pratica quotidianamente come me, è una droga buona, in assenza, con un po’ di creatività, ci si può tenere in forma». Altri accorgimenti. «Curo l’alimentazione più del solito. – spiega il campione – Tanta frutta e verdura abbinata a carboidrati e proteine». I consigli vengono rigirati via Whatsapp anche ai sedentari che avevano individuato come ritrovo fisso i campi del Ruzzolone al sabato. Al centro del gruppo Conti che ha visto saltare pure la maratona di Londra, spostata dal 26 aprile a ottobre, l’altro appuntamento prima di New York. «Non credo sia possibile riunire così tante persone da tutto il mondo già a novembre» la previsione di Conti che dà manforte a distanza pure al campione neozelandese, ambasciatore ad honorem di Spoleto, Nick Willis: «Era pronto per correre la quinta Olimpiade e poi ci saremmo ritrovati alla Maratona dove avrebbe chiuso la carriera».

Tratto da Il Messaggero di oggi, giovedì 9 aprile 2020, di Cristiano Pettinari 



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