Menu sport


“Lo sport a Spoleto da una parte costituisce un’importante occasione per realizzare interventi che dotino la Città di attrezzature ulteriori ed adeguate in coordinamento con la Regione e le istituzioni deputate, dall’altro va sposato con l’idea stessa di Città parco e va, dunque, incanalato su tutte le iniziative che rispettino l’ambiente e consentano di godere l’aria e le caratteristiche stesse della Città/parco. Il collegamento di sport e salute, già oggetto di importanti iniziative, oggi può uscirne rafforzato e proporre un modello coerente con la salute psico-fisica.”

Al punto 10 della lettera aperta del sindaco Umberto De Augustinis si parla di sport ed in particolare dell’importanza che può assumere in un progetto di rilancio della città nell’era post Covid19. Un progetto intitolato “Spoleto città parco”, che punta sulla natura, sul benessere fisico non può di certo prescindere dal settore sport ed il particolare momento di emergenza deve rappresentare una valida occasione per tentare di risolvere una serie di annosi problemi che riguardano la città e che hanno portato lo sport locale ai minimi storici.

La piaga è la totale inadeguatezza di quasi tutti gli impianti sportivi, che penalizza Spoleto su tutti i fronti. Le condizioni dei maggiori impianti stadio, palazzetto e pista di atletica (foto) non permettono di organizzare eventi di caratura nazionale ed internazionale, privano le società locali della possibilità di praticare sport ad alto livello con cospicuo numero di spettatori (aspetto sociale di fondamentale importanza per una comunità), ma soprattutto penalizzano notevolmente il settore del turismo sportivo.

Impianti minori
A soffrire però non è solo lo sport di alto livello, ma anche l’attività di base e giovanile che viene praticata prevalentemente all’interno degli impianti minori. Le palestre scolastiche a causa della mancata manutenzione sono al limite della praticabilità, il palazzetto vecchio di viale Martiri della Resistenza è praticamente inutilizzabile nei mesi invernali a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto ed il palatenda di via Laureti rimane un opera incompleta, che per poter essere utilizzata al meglio costringe il Comune a spendere cifre esorbitanti per il riscaldamento. La piscina comunale rimane un impianto di vecchia concezione che può essere utilizzato per gli allenamenti e può solo garantire un servizio alla cittadinanza.

Turismo sportivo
Il settore del turismo sportivo potrebbe essere l’arma vince per destagionalizzare i flussi e permetterebbe alla città di Spoleto di stilare un calendario di eventi ed appuntamenti volto a coprire tutti i mesi dell’anno, garantendo alle strutture recettive di incrementare il lavoro soprattutto nei periodi morti come novembre-dicembre o gennaio febbraio. L’assenza di impianti idonei per l’organizzazione di grandi eventi però costringe gli operatori a puntare solo su infrastrutture come la pista ciclabile Spoleto-Assisi o sulla ex ferrovia Spoleto-Norcia. La ciclabile Spoleto-Assisi, ad oggi è priva di servizi per gli utenti e per poter attrarre i grandi numeri c’è comunque bisogno di un forte intervento di valorizzazione. Anche la ex ferrovia Spoleto-Norcia potrà diventare una vera e propria attrazione turistica solo al termine degli interventi di recupero avviati dalla Regione.

Lavori in corso
Palestra alberghiero, Circolo Tennis Spoleto e bocciodromo del parco Chico Mendes. Ad oggi a Spoleto sono tre i cantieri aperti che riguardano impianti sportivi e che ripartono dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid. Al Circolo Tennis è in corso una completa operazione di restyling per oltre un milione di euro, la realizzazione della palestra dell’istituto alberghiero prevede un investimento di 1,5 milioni di euro, mentre sono stati stanziati circa 50mila euro per sistemare il bocciodromo del parco Chico Mendes.

Indispensabile un piano di riqualificazione pluriennale degli impianti sportivi finalizzato ad abbattere gli esorbitanti costi di gestione
Uno stadio, un palazzetto dello sport ed altri impianti sportivi per una comunità devono essere considerati al pari di un teatro, di una scuola, di una banca, di un tribunale o addirittura di un ospedale. L’ente pubblico ha l’obbligo di mettere in atto tutte le iniziative possibili per garantire la presenza sul territorio di queste infrastrutture indispensabili anche per l’economia locale. È chiaro che per una riqualificazione totale dell’impiantisca sportiva servirebbero svariati milioni di euro, ma se non si interviene il sistema rischia il default perché i costi di gestione dei vari impianti sono divenuti esorbitanti. Gli investimenti possono essere ammortizzati con la drastica riduzione dei costi di gestione che garantirebbe la sostenibilità di tutto il sistema.



Commenti