Menu sport


A fine gara non poteva mancare una simbolica stretta di mano tra i due estremi partecipanti alla gara: il piccolo 2005 autoctono, proveniente da Bazzano di Sopra, playmaker della Giromondo e il lunghissimo esotico 2004 africano della Foresta Rieti, nuovo arrivo nella formazione laziale. I due si sono incontrati mercoledì 9 gennaio al Palazzetto vecchio di Spoleto, per la prima di ritorno del campionato under 15, vinta per la cronaca dalla squadra del più alto. Gara alla quale hanno assistito numerosi divertiti spettatori, attirati dalla curiosità di vedere come gioca Kader Mama, questo il cognome del ragazzo senegalese, e di come la Giromondo avrebbe potuto limitare i suoi oltre 210 centimetri. Compito toccato per tutta la partita ad un ottimo Angelo Angelini Paroli, che fin dove ha potuto ha fatto abbondantemente il suo, sia in difesa che in attacco (foto).

Kader Mama non è certo il primo giovane giocatore africano a calcare i parquet d’Italia nei campionati giovanili, anzi. Secondo una prassi particolarmente diffusa negli ultimi tempi, sono sempre di più i cacciatori di talenti, prevalentemente fisici, che girano per il continente nero alla loro ricerca, per poi proporli alle società italiane. Se i ragazzi riescono a disputare un certo numero di stagioni di attività giovanile possono acquisire quella che viene definita “formazione italiana” e di conseguenza giocare nei campionati di A1 e A2 senza essere considerati stranieri. Nulla da eccepire se non ci fosse un altro aspetto delle regolamentazioni totalmente contrastante, anzi due: il primo è che se un giocatore italiano inizia a giocare a 19 anni e per qualche improbabile, ma possibile motivo, potesse valere una serie A, vi giocherebbe senza la formazione, e di conseguenza da straniero. Il secondo riguarda invece il fatto che a bambini piccoli, in età minibasket, nati in altri paesi, per poter disputare gare ufficiali viene chiesta una serie di documenti tale che quando questi saranno pronti la stagione è bella che finita. Ne sa qualcosa più di uno dei piccoli atleti della Giromondo, società da sempre aperta all’accoglienza. A breve le peripezie burocratiche che uno di questi ragazzini ha dovuto affrontare per poter “legalmente” scendere in campo. Per ora comunque il Benvenuto in Italia a Kader Mama e i complimenti alla società amica della Foresta Rieti che ha saputo scovare un sicuro futuro protagonista della pallacanestro nei prossimi anni.



Commenti