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“Da piccola mi hanno regalato la Barbie, ma preferivo il pallone.” Sono le parole della capitana della nazionale di calcio femminile, Sara Gama, protagonista oggi pomeriggio a Spoleto della rassegna “Dialoghi a Spoleto” inserita nel cartello del 62° Festival dei Due Mondi.

All’incontro, che ha visto la straordinaria presenza del Sottosegretario alle parie opportunità Vincenzo Spadafora hanno preso parte anche altre due illustri donne del mondo dello sport  Valentina Battistini, allenatrice e coordinatrice di Quarta Categoria e Evelina Christillin, manager e membro della UEFA nel consiglio FIFA, vincitrice del Premio Bellisario 2003 ed i giornalisti Italo Cucci, direttore di Italpress e Danda Santini direttrice di “Io Donna”.

A moderare il dibattito incentrato sulle tema delle pari opportunità nel mondo dello sport è stata la curatrice della rassegna Paola Severino Melograni.

“Aspettavamo un’opportunità – ha affermato la capitana azzurra a proposito dei recenti mondiali femminili – abbiamo avuto l’occasione di farci conoscere, abbiamo dato il massimo e siamo andate oltre le aspettative.”

La capitana Gama ha parlato della abissale differenza che c’è tra il calcio femminile italiano e quello di altri paesi come ad esempio gli stati uniti. Le calciatrici americane che hanno vinto il mondiale sono delle vere professioniste con salari pari a quelli degli uomini grazie ad una particolare legge del 1972. Una calciatrice italiana ha un tetto massimo di stipendio di 30mila euro ben inferiore a quello milionario dei colleghi uomini.

Non solo parità di genere ma anche questioni di carattere razziale. La moderatrice ha chiesto alla capitana: Il colore della tua pelle ti ha mai causato problemi?
“Non ho mai avuto problemi di questo genere, ma mi hanno riferito di alcuni messaggi sui social che ci hanno dato tanta visibilità durante il mondiale, ma che spesso sono luogo di sfogo della parte peggiore dell’animo umano.”

Ormai sei un esempio un idolo per tante giovani calciatrici e non solo come bisogna comportarsi per dare il buon esempio?
“So ormai di essere un esempio e di essere sotto i riflettori è evidente che come altre mie compagne dobbiamo comportarci correttamente, ma agiamo maniera naturale.”

 



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