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Il Covid19 non ha risparmiato neanche la boxe che come tutti gli altri sport è stata costretta a rimanere ferma. Per la riapertura delle palestre c’è ancora da attendere, ma anche i pugili non vedono l’ora di poter salire sul ring per riprendere gli allenamenti. Se le varie palestre italiane sono ferme da poco più di due mesi, gli atleti della Boxe Spoleto sono fermi da otto mesi, da quando il Maestro Gianni Burli è stato costretto a rinunciare alla sede di Madonna di Lugo divenuta troppo onerosa per poter garantire gli allenamenti.

Non può finire così la vita di un sodalizio sportivo – scriveva il maestro Burli in una lettera indirizzata al sindaco  alla fine di febbraio la Boxe Spoleto non ha prodotto solo Campioni a livello mondiale ed Olimpico, allori di tutti i tipi ed alte onorificenze per i propri tesserati, ma soprattutto è stato un punto di riferimento per migliaia di ragazzi e ragazze che, frequentando la palestra hanno potuto apprendere i valori del rispetto per se e per gli altri, della bellezza del sudore e del sacrificio e della integrazione sociale.”

Il Maestro Bruli tornava a chiedere al Comune di individuare idonei spazi pubblici per allestire nuovamente la palestra della Boxe Spoleto. L’ufficio sport del Comune si era reso disponibile a verificare alcune soluzioni poi però è arrivata l’emergenza Coronavirus e tutto si è fermato.

Ora per dare anche un segnale di ripartenza l’auspicio è che riprendano entro breve le interlocuzioni e che la Boxe Spoleto non sia costretta a perdere il match per un assurdo Ko tecnico dovuto solo all’incapacità degli amministratori pubblici di trovare soluzioni.



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