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Sarà una 4 Castelli semi-nuova almeno per quello che concerne molti giocatori quella che affronterà il prossimo campionato di I categoria. Il ds Mancini e il presidente Caterini infatti in settimana hanno chiuso con ben otto nuovi giocatori che andranno a sostituire qualcuno che ha deciso di cambiare casacca ed ad infoltire una rosa che lo scorso anno si è rivelata un po’ corta secondo mister Sabatini.

“Insieme al mister abbiamo fatto un mercato oculato, per noi importante ma sempre attento per quello che riguarda il nostro mini budget a disposizione, cercando di aggiungere a quella che è la nostra ossatura da anni, giocatori in quei ruoli dove credevamo di essere scoperti.”

Queste le parole le parole del patron Caterini, contento di aver potuto accontentare le richieste del mister, ma nello stesso tempo consapevole di dover fare ancora qualcosa per quel che riguarda i sotto quota. “Quel qualcosa – dice Caterini – deve essere fatto con criterio e con attenzione”.

Il presidente non nasconde di avere un sogno che però solo nei primi giorni di agosto saprà se si potrà avverare.

A difendere la porta quest’anno insieme al confermato Cardinali ci sara Nicolas Giordani ex Ducato e Norcia entusiasta della nuova avventura in biancoverde. Il nuovo numero 1 non vede l’ora di iniziare questa nuova sfida. In difesa con il graditissimo ritorno di Fogliani ci sono i nuovi arrivi Sambou dalla Superga e Montanari due difensori che affiancati dai veterani Morbidoni, Orazi e capitan Santi avranno solo che da acquisire in esperienza e professionalità. A centrocampo il presidente Caterini in prima persona ha voluto fortemente quello che è stato definito da tutti “un colpaccio”. Con l’arrivo di Toppo dalla Ducato mister Sabatini avrà a disposizione un giocatore importante che gli permetterà di variare su più moduli di gioco. In avanti l’esperienza di Filippo Cavadenti ex Clitunno e gli arrivi di Artan Gjata e di Jellow (foto) entrambi ex Superga andranno ad arricchire un reparto che lo scorso anno aveva potuto contare solo sul solo Amarildo Lucaj e che quindi aveva bisogno di nuovi arrivi. Insieme a loro l’esperienza del ritorno di Cariani.



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