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Un binomio italiano che partecipa ai campionati Europei di canicross può essere paragonato quasi alla squadra giamaicana di bob che partecipò alle olimpiadi invernali. Il binomio di Spoleto composto da Enrico Calandri ed il suo fido Lewis però hanno ottenuto un risultato molto più prestigioso dei folcloristici bobisti caraibici alle olimpiadi di Calgary del 1988, chiudendo a ridosso della top 10.

Nel fine settimana a Chevetogne in Belgio si sono tenuti proprio i campionati Europei di questa affascinate disciplina molto diffusa e praticata in Inghilterra, Germania, Francia, Polonia e Belgio, ma ancora poco comune in Italia. Al via nelle varie specialità oltre 800 partecipanti. A rappresentare la nazionale italiana nella categoria Elite (la più prestigiosa con 70 partenti) era presente il binomio spoletino composto da Enrico Calandri e Lewis selezionati dai tecnici del Csen tra i migliori specialisti azzurri.

Qualcuno scherzando ha ribattezzato la gara che come da regolamenti si assegna in due manche “cani fango” visto che la pioggia, caduta incessantemente ha reso il tracciato (5.6 km) ai limiti della praticabilità. Ebbene Calandri ha disputato una grandissima prova che alla fine gli ha permesso di conquistare uno splendido 11° posto a circa 5 minuti dal primo classificato l’inglese Ben Robinson con Blake che hanno fatto segnare il tempo di 30’42’’. Il binomio spoletino ha fermato il crono in 36’18’’, frutto di due manche identiche che gli hanno permesso di essere i primi italiani a tagliare il traguardo.

“Abbiamo fatto molto bene per tutto il week end, – commenta Calandri – nonostante il trail pericoloso e fangoso, abbiano disputato due gare veloci e senza sbavature, Lewis è stato strepitoso. Anche stare in piedi era difficile, fare questi tempi è stato esaltante davvero. Non avrei mai pensato di essere vicino alla top ten, ora il difficile sarà rimanere competitivi e migliorare ancora.”

Con la gara belga Calandri che ha iniziato solo da 3 anni a praticare questa affascinante disciplina saluta la categoria Elite. Lo spoletino rimane comunque uno dei pionieri del cani cross italiano e dalla prossima stagione sarà tra i protagonisti della categoria Vet 1.

“Spero che il cani cross cresca sempre più, – conclude il “canicrossiasta” – merita il massimo della visibilità c’è passione, sacrificio, amicizia, collaborazione, sofferenza, ma anche tanta gioia.”

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