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(stefano gobbi) – L’inopinata sconfitta del Polchi Laurenzi ha riportato la Ducato nel pantano della zona play-out.

Una vera disdetta. Si sapeva che il campionato di Eccellenza mancando delle squadre ‘corazzate’ sarebbe stato un torneo difficile e combattuto ma alla Ducato mancano punti importanti che avrebbero dato altra visibilità alla posizione in classifica.

Domenica alla Ducato sarebbe andato stretto persino il pareggio, figuriamoci quindi dover commentare una sconfitta. Eppure qualche errore è stato commesso anche se è forte la sensazione di essere oggetto persino di una sorta di sortilegio malefico; ne parliamo con l’allenatore della Ducato Ezio Brevi.

A Lama la squadra ha perso negli ultimi minuti disputando una buona partita. Come si esce da questa sorta di maledizione?

“C’è rammarico per avere perso la partita al 94° – dice il tecnico – non abbiamo sfruttato i match point con le occasioni di Moretti ed Alessandro Tomassoni e poi con questo lancio lungo del loro portiere abbiamo subìto questo gol. Usciamo da Lama con le ossa un po’ rotte ma con la consapevolezza di avere fatto un buon match su di un campo difficile e soprattutto in condizioni climatiche molto particolari. Abbiamo perso un po’ di geometrie nel secondo tempo consentendo all’avversario di prendere più campo e quindi noi dobbiamo insistere maggiormente da questo punto di vista, cercare di portare avanti il nostro gioco fino alla fine della partita pensando sempre di essere propositivi. Se invece subiamo le intenzioni dell’avversario, che sono quelle di mettere la partita sul ritmo, sul giocare sulla seconda palla, noi andiamo in difficoltà perché non abbiamo le giuste caratteristiche fisiche”.

La classifica è ancora corta e domenica c’è il derby con lo Spoleto. Come si preparerà la Ducato?

“Affrontiamo la squadra più in forma del campionato sarà quindi per noi un test importantissimo. Quello che ho chiesto anche stasera alla squadra è di insistere sui nostri principi e quelle che sono le nostre idee che in questo momento ci stanno dando delle soddisfazioni anche se i punti nella classifica non arrivano. Vediamo di insistere consapevoli che è meglio produrre calcio piuttosto che subire”.

 



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