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(stefano gobbi) – Luca Piantoni classe 1983. Serie D, Eccellenza, Campione d’Italia con la Juniores di Luciano Mancini insieme a Mikele Kola, Promozione. In campo è un gladiatore. Quando è assente a centrocampo lo si nota bene. Dà sempre tutto, anche a parole ma se provate ad imbavagliarlo lui troverà comunque il modo per 90 minuti di strillare, urlare, incitare i suoi compagni perché lui a perdere non ci sta: e si vede.

Piantoni segna poco ma segna sempre gol importanti. Domenica a Castel del Piano col terzo gol hai dato un calcio ad un momento di appannamento.

Come stai adesso e quanto manca al guerriero Piantoni per essere al top?

“Allora, per quanto riguarda domenica, sì il mio gol è stato importante per la vittoria ma soprattutto per la salvezza. È stata una partita difficile pensavamo sul 3-0 di avere una domenica più facile invece si è rivelata una partita veramente difficile perché il Castel del Piano è davvero una squadra rognosa, non molla mai ed in qualsiasi momento poteva farci gol. È stata una vittoria sofferta fondamentale.

Per quanto mi riguarda domenica è stata una delle più brutte partite che abbia mai fatto. Venivo da una settimana con l’influenza e non stavo per niente bene. Domenica ho sofferto un po’, quindi è arrivato il gol a darmi più tranquillità”.

La vittoria di Castel del Piano è la conferma che la Ducato c’è e può dire la propria in questo torneo.

“Siamo partiti un po’ ad handicap abbiamo avuto un po’ di difficoltà all’inizio perché tanti di noi non facevano partite di categoria da qualche anno e quindi ci siamo trovati un po’ in difficoltà. Qualche episodio non è girato per il giusto verso. Insomma è stato un periodo non facile. Non riuscivamo a centrare il risultato pieno e la squadra moralmente subiva il contraccolpo. Non era facile uscire da questo periodo ‘contro’ anche se la squadra stava bene fisicamente e aveva le possibilità per risollevarsi. Adesso passato il girone di andata e con qualche partita di quello di ritorno sulle spalle, la squadra ha trovato i giri giusti, è più serena e quando con la serenità arrivano anche i risultati si facilita il cammino verso la salvezza”.

Mi parli dell’Orvietana che incontrerete domenica prossima?

“È un’altra squadra costruita per vincere anche se nelle ultime 5 gare ha conquistato 2 soli punti. L’Orvietana è e rimane una squadra forte. La Ducato? Speriamo di vincere per continuare nel nostro cammino. Abbiamo perso domenica col Foligno ma era una partita che si poteva anche a perdere. Abbiamo vinto col Castel del Piano e non dobbiamo fallire domenica prossima, altra gara fondamentale per la nostra salvezza”.

In una vecchia intervista dichiarasti che volevi essere come Gattuso. Cosa hai imparato del Gattuso giocatore e cosa non sei riuscito a copiare?

“Perché Gattuso? Perché era uno di quelli che dava tutto la domenica, non si risparmiava mai, lasciava anima e cuore in mezzo al campo. Io sono così: devo dare tutto, fare il massimo. So che mi devo impegnare al massimo perché altrimenti sono un giocatore come tanti e se non do l’anima non riesco a esprimere il mio potenziale”.

Cosa deve fare la Ducato per salvarsi.

“I risultati stanno arrivando ma ancora non è stato fatto nulla. Ci sono ancora tante partite da giocare tanti punti in palio e dobbiamo continuare a lottare, ad allenarci nel modo come stiamo facendo, solo così raggiungeremo i nostri obiettivi”.

Che differenza c’è tra il campionato di promozione e quello di Eccellenza? E come avete affrontato te ed i tuoi compagni questo ostacolo?

“In Eccellenza dobbiamo metterci in testa che le partite non finiscono mai. Anche se stai vincendo 3-0 ed hai la partita in mano, al minimo errore rimetti tutto in gioco. Forse in questo abbiamo peccato all’inizio. Alla fine voglio fare i complimenti a tutti i miei compagni perché ci siamo rimessi in gioco dal primo all’ultimo nel momento più difficile ed adesso con i risultati che arrivano speriamo di raggiungere la salvezza il prima possibile per poi fare qualcosina in più”.

Idee chiare, grinta da vendere. Adesso pure goleador. Questo è Luca Piantoni e la salvezza della Ducato che vogliate o no passa attraverso la sua grinta.



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