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Voglia di ripartire, di programmare il futuro, ma soprattutto di tornare in campo. Dopo il lockdown quasi tutte le società sportive sono persuase dai buoni propositi e i dirigenti si sono subito messi a lavoro per riprendere nel miglior modo possibile le attività. In questi giorni si sente dire “lo stop dovuto al Covid deve rappresentare un occasione di rinascita” e l’auspicio di tanti spoletini amanti della pallavolo è che anche in casa Marconi Monini la dirigenza possa sposare una strategia di rinascita per restituire alla città una tradizione che l’ha resa famosa in Italia, ma anche nel mondo.

Per il momento per gli oltre 100 ragazzi tra uomini e donne del settore giovanile della società della Presidente Vincenza Mari la ripresa delle attività sembra piuttosto difficile. Il protocollo Fipav, criticato da molti degli addetti ai lavori, limita notevolmente l’attività con la palla ed inoltre almeno per ora non sono disponibili le palestre comunali per gli allenamenti. Tutto fermo quindi in attesa di avere notizie dalla società anche se i ragazzi comunque scalpitano e non vedono l’ora di poter tornare a giocare a pallavolo, pensando già alla prossima stagione.

Prima di guardare al futuro però è opportuno stilare un bilancio della stagione conclusa in anticipo a causa del Covid 19. Il primo anno di collaborazione con la Sir Perugia si chiude tra luci ed ombre anche a causa della pandemia. Dopo tre anni da main sponsor in A2 il marchio Monini si è legato alla società del Presidente Sirci, ma il massimo momento di visibilità nazionale ed internazionale (i play off e la fase finale della Champions) è svanito.

La collaborazione però non si è limitata ad una semplice sponsorizzazione da parte dell’azienda spoletina, ma si è concretizzata sul campo con l’accordo sportivo con la Marconi Monini. La società della Presidente Mari ha dato la possibilità a tanti giovani del vivaio di poter vestire la maglia delle giovanili della Sir, spogliando completamente le squadre locali che nei rispettivi campionati hanno ottenuto risultati modesti. L’esperienza della serie C è assolutamente da dimenticare, ma neanche le squadre giovanili sono riuscite ad onorare al meglio il nome dello sponsor. Molto meglio, ma solo da un punto di vista dei risultati ottenuti in campo la serie B allenata da coach Marco Taba, che pur annoverando in squadra due spoletini non ha di certo richiamato al PalaRota il grande pubblico.

A farsi onore però sono stati i giovani spoletini che si sono trasferiti a Perugia. L’opposto Cristian Iovieno Under 18 ha dimostrato a tutti gli effetti che avrebbe meritato la serie B tanto da essere convocato con la nazionale giovanile. Il giovane centrale Diego Bartolini è tra i migliori under 16 umbri e anche lui è già nel giro della nazionale giovanile. Ciò a dimostrazione che la scuola di pallavolo spoletina è tra le migliori del centro Italia e la prova sono il palleggiatore 14enne della Lube Marco Stambuco e l’atro giovane talento U16 Jacopo Sagrestani l’unico rimasto a Spoleto. Quattro giovani locali che hanno destato le attenzioni dei tecnici azzurri, un risultato che poche società in Italia riescono a raggiungere soprattutto in una città di 35mila persone. Un risultato frutto del lavoro degli ultimi anni, quando la prima squadra di A2 trascinava l’intero movimento.

Le basi per il futuro quindi ci sono come c’erano già nel 2009/2010 quando la Marconi, dopo la rinuncia alla B1 iniziò nuovamente dalla serie C. In quell’occasione ripartì un ciclo che grazie a Monini ha riportato Spoleto a sognare addirittura la SuperLega. Se si vuole però pensare di poter ricreare un movimento pallavolistico di livello c’è assolutamente bisogno di una prima squadra e in questo momento c’è la possibilità di poter allestire un roster di livello anche per una serie B con soli giocatori locali o umbri.



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