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di Marco Bea – Il Bici Club Spoleto “Castellani Impianti Elettrici” conferma anche quest’anno la propria tradizione positiva con il Circuito dei Due Mari, grazie all’inossidabile Giovanni Tardocchi. L’atleta spoletino ha infatti strappato un bel 3° posto, per quanto riguarda la categoria M7, nella classifica finale di questo importante challenge, articolato in 6 tappe e giunto alla propria conclusione domenica 15 settembre con la Gran Fondo Terre di Narnia. Ennesimo risultato di valore quindi per la compagine guidata da Siro Castellani, brava a non mancare l’appuntamento con il podio in uno degli appuntamenti storicamente più sentiti sia dalla dirigenza che dagli atleti.

Tardocchi, sempre impegnato nelle varie manche sulla distanza del percorso lungo, ha fatto valere tutta la sua esperienza per mantenersi al vertice del circuito, dopo la piazza d’onore finale della passata edizione, mostrando non solo un’invidiabile costanza nelle prestazioni, ma anche alcuni notevoli picchi di rendimento, come nella Gran Fondo di Fara in Sabina di fine marzo e nella Gran Fondo Leopardiana della scorsa settimana. Il bottino accumulato nelle precedenti prove è stato tale da permettergli di impostare domenica una gara di pura gestione, lungo i 101 km totali di un tracciato da rapporto e condito dai GPM di San Gemini, di Narni e di Otricoli. Tardocchi è riuscito comunque a salire di colpi con il passare dei km e a concludere la propria fatica ad una media di 33,75 km/h, dato di pregevole spessore tecnico per una prova di fine stagione così impegnativa.

Un risultato che ha rappresentato la proverbiale “ciliegina sulla torta” di un’annata in cui il team è stato trascinato in primis dai suoi veterani, che hanno giocato un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla società. Tutti i corridori hanno tenuto infine a dedicare i successi di questo 2019 a Siro e Francesco Castellani, la cui regia è stata ancora una volta vitale per lo sviluppo di un progetto che non intende porsi limiti sul fronte agonistico e non solo.

 

Marco Bea



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