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Quella cintura di campione è ancora sua. Mirko Gori l’ha levata di nuovo al cielo prima di stringerla all’altezza della vita e metterla lì, probabilmente in coda a una carriera che dopo la serata da sogno di Orta Nova avvicina la leggenda. Sabato il fenomeno della kick boxing ci ha messo la ciliegina conquistando il titolo Intercontinentale K1 (calci, pugni e ginocchiate), l’unico che ancora mancava a un palmares sconfinato. Lo ha fatto il giorno dopo aver compiuto 42 anni abbattendo il colosso inglese David Szapanos che di candeline, invece, ne ha smorzate soltanto 22. Gori quasi non ci crede: «L’emozione è stata forte. Avevo deciso che questo sarebbe stato il mio ultimo combattimento e sapevo di avere di fronte un campione europeo di specialità molto più giovane di me. All’ingresso il suo fisico statuario mi ha fatto pensare: è passato sopra le corde, io come quasi tutti in mezzo». Poi però classe e un cuore da leone hanno fatto la differenza. In poco più di un round, l’avversario si è arreso per ko tecnico, tramortito da una scarica fulminea di low kick (calci a bassa altezza). «Nel primo round ne ho messi a segno diciotto. – racconta Gori – All’inizio mi teneva lontano con le braccia lunghe, allora ho deciso di lavorare di gambe che da sempre è il mio pezzo forte. Alla pausa Szapanos zoppicava e quando abbiamo ripreso ho ricominciato con altri quattro calci che lo hanno fatto desistere».
Vittoria numero 40, la decima per ko e soprattutto un’imbattibilità destinata a rimanere tale. Gori infatti ha già deciso di ritirarsi: «Sarà così. Tengo solo una piccola finestra aperta in caso si presenti una proposta irrinunciabile ma alla mia età è stata una preparazione dura, fatta di momenti brutti, infortuni e acciacchi dai quali il fisico recupera più lentamente. Vicino a me ho avuto persone speciali, la dedica è per loro». Dentro la consapevolezza di essersi preso tutto, compreso il segreto del successo. «La scrupolosità nella preparazione – spiega – è la chiave di tutte le mie vittorie. Ti permette di mantenere la lucidità, di reagire alle difficoltà, di evitare l’affanno e utilizzare al meglio le proprie doti». Ieri, il saluto dell’amministrazione nel corso del consiglio comunale, sabato 23 la grande festa con gli amici che lo hanno accompagnato tra quattro titoli mondiali, uno europeo e due italiani.
Tratto da Il Messaggero di oggi martedì 12 luglio 2016, di Cristiano Pettinari

mirko gori


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