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Senza un buon navigatore è impossibile vincere. Lo sanno bene i piloti del fuoristrada estremo e sanno anche bene che lo spoletino Paolocarlo Danati è ormai uno dei migliori al mondo. Dieci anni di esperienza lo hanno portato a vantare un palmares quasi unico nella specialità con ben 5 titoli nazionali ed uno europeo conquistato nel 2014.

L’ultimo successo risale ad appena due settimane fa, quando, con la gara conclusiva di Bolsena, lo spoletino in coppia con il pilota parmigiano Girolano Rocca si è laureato ancora una volta campione italiano di fuoristrada estremo  WTI nelle categoria limited 38 (foto). Al termine delle 5 prove in programma la coppia alla giuda di un prototipo con motore V8 ha conquistato ben 3 vittorie e 2 ottimi piazzamenti che gli hanno permesso di primeggiare nella classifica generale.

Vincere non è da tutti e se il pilota ha un compito piuttosto delicato il navigatore in alcune situazioni può essere decisivo. Non serve solo l’intuito ma anche una adeguata preparazione fisica perché, il navigatore durante la gara in determinati momenti di difficoltà esce velocemente dal veicolo e trascina il verricello correndo tra rocce e fango in situazione estreme. Il cronometro scorre e quindi il navigatore deve essere preparato per evitare inutili perdite di tempo. Se il pilota deve essere bravo a superare gli ostacolo il navigatore deve essere altrettanti bravo ad indicare al compagno di team le soluzioni migliori per superare gli ostacoli. Preparazione fisica ed esperienza quindi sono gli ingredienti che fanno un buon navigatore e lo spoletino Paolocarlo Dudati nell’arco di una decina di anni è divenuto uno dei migliori d’Europa.

“Mi sono avvicinato a questa affascinante disciplina grazie alla passione per il fuoristrada - afferma Paolocarlo -  ho iniziato per gioco ed ora ci sono molti piloti anche stranieri che mi cercano per affiancarli in gare internazionali. A febbraio parteciperò alle qualificazioni del Croazia Trophy. Per essere un grande navigatore non basta una buona preparazione fisica bisogna avere anche intuito. Gareggiare è importante per acquisire esperienza. Spesso il navigatore può fare la differenza ed è chiaro che con il pilota deve comunque esserci una particolare enfasi. Senza il giusto feeling non si vince”

Il fuoristrada estremo è uno sport particolarmente spettacolare, ma grazie alle misure di sicurezza non è pericoloso. Casco stivali e tuta sono obbligatori. I rombo del motore rende tutto ancora più affascinante, soprattutto per il pubblico che nelle gare italiane è comunque piuttosto numeroso.

Il sogno? Naturalmente sono gli Stati Uniti dove il fuoristrada estremo vale almeno come il rally in euro. Chi sa se un giorno lo spoletino salirà sul tetto mondiale.?

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